Cottura della pasta a fuoco spento, funziona? Come risparmiare gas davvero.

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In tempi di crisi energetica, anche semplici gesti quotidiani come la cottura della pasta a fuoco spento possono aiutarci a ridurre il consumi e risparmiare gas naturale tenendo basse le bollette. Ma è tutto vero?

In vista delle limitazioni già preannunciate dal Governo in tema di consumo di gas e che partiranno dal 1 ottobre 2022, ci sono piccole azioni come la cottura della pasta a fuoco spento che sembrano contribuire in modo considerevole al risparmio energetico degli italiani. Non è nostra intenzione parlare di cucina ma ci siamo chiesti: può un gesto così semplice fare così tanta differenza? Vediamo insieme da dove è partito tutto questo e chi ne sostiene i punti di forza.

Chi è stato il primo a parlare della cottura della pasta a fuoco spento

Per prima cosa, facciamo luce su chi ha generato tutto questo polverone e quando. Il primo in assoluto a parlare dell’argomento, in tempi assolutamente non sospetti e remoti, fu addirittura Benjamin Thompson, uno dei fisici più importanti del XVIII secolo, nonché uno dei fondatori della termodinamica. Thompson asseriva, in uno dei suoi scritti in merito alla corretta cottura degli alimenti, che:

“Tutto il combustibile utilizzato per far bollire vigorosamente l’acqua è sprecato, perché non aggiungere un singolo grado al calore dell’acqua, né velocizza o accorcia il processo della cottura di un solo secondo. Poiché è dal calore, dalla sua intensità e della sua durata che il cibo viene cotto, e non dall’ebollizione dell’acqua che non ha alcun ruolo in quell’operazione”

Curioso vero? Thompson sosteneva già più di duecento anni fa che per cuocere gli alimenti tramite l’ebollizione dell’acqua non era necessario che questa continuasse a essere scaldata. Forse Thompson non immaginava di essere il primo pioniere della cottura della pasta a fuoco spento e che solo qualche secolo più tardi le sue teorie, proprio in Italia, avrebbero generato un vero e proprio scompiglio culturale!

Ora che si parla tutti i giorni di ridurre il consumo di gas naturale in Italia e sprecare meno risorse, a dare man forte alle teorie di Thompson si sono messi anche scienziati, blogger e star della cucina italiana, che hanno sperimentato e documentato la tecnica della cottura della pasta a fuoco spento per verificarne la validità. Inutile dire che questi esperimenti e tutta la divulgazione che ne è scaturita, hanno generato molto assenso ma anche un’opposizione feroce da parte dei più tradizionalisti.

Ma come funziona in parole povere questa cottura a fuoco spento?

Come funziona la cottura della pasta a fuoco spento

La scienza di Thompson e dei più illustri divulgatori e premi Nobel dei giorni nostri affermano che, non solo è inutile continuare a consumare gas o combustile per protrarre l’ebollizione dell’acqua, ma che l’alimento, in questo caso la pasta, cotto con il fuoco acceso non trae nessun beneficio. Questo perché non è il processo violento di ebollizione dell’acqua a cuocere la pasta, bensì la temperatura raggiunta dall’acqua. Ma perché?

È spiegabile in modo semplice: il fattore chiave è la temperatura raggiunta dall’acqua in ebollizione che, seconda dell’altitudine a cui ci si trova, va dai più di 90°C a circa 100 °C. L’acqua calda riscalda la pasta velocemente e penetra al suo interno modificando la struttura dell’amido (questo processo si chiama gelatinizzazione). Questo passaggio avviene già dopo i 60° C e fino agli 80°C, che sono temperature molto lontane da quelle cui siamo soliti cuocere la nostra pasta! Tutto ciò significa che la pasta può già cuocere a circa 80°C e non 100°C portando a un gran risparmio di energia.

Volete provare? Se avete la pasta da cuocere per il pranzo o la cena potete mettervi subito alla prova e verificare voi stessi se questa tecnica funziona! Per procedere alla cottura della pasta a fuoco spento seguite questi passaggi:

  1. Riempire la pentola con l’acqua (la solita quantità a cui siete abituati)
  2. Portare l’acqua a ebollizione e si aggiunge la quantità di sale che preferite
  3. Mettere la pasta nella pentola e mescolate
  4. Aspettare che l’acqua torni a bollire (impiega circa 1-2 minuti a seconda dell’intensità del fuoco)
  5. Spegnere il fuoco e mettere il coperchio sulla pentola
  6. Attendere per il tempo di cottura della pasta indicata sulla confezione e aggiungere 1-2 minuti (consigliamo di impostare un timer per essere più precisi)

Una volta suonato il timer verificare la cottura della pasta assaggiandola ed eventualmente aggiungere del tempo di cottura per arrivare alla consistenza desiderata. Semplice vero? Fateci sapere come vi è venuta la pasta cuocendola in questo modo!

Al di là dei gusti personali e delle tradizioni radicate nei nostri palati da generazioni di paste al sugo o in tutte le salse, una cosa è certa: se si riduce il tempo di accensione della fiamma si possono risparmiare gas ed emissioni di CO2 fino al 47% rispetto alla norma. Il vantaggio è oggettivo: si risparmia tutto il gas che di solito teniamo acceso per cuocere la pasta, che mediamente impiega 10-12 minuti per venire pronta.

Questo significa tanto gas risparmiato, tanto calore non generato, bollette meno care e, altro vantaggio pratico, si può spostare la pentola con la pasta lontana dai fuochi per fare spazio e cuocere altre cose, almeno finché non termina la sua cottura in acqua.

Finora solo 1 italiano su 10 ha ammesso di aver adottato questo sistema ma, forse, l’imminente periodo di razionamento delle gas naturale in Italia porterà noi tutti ad adottare comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente ed evitare sprechi di energia nella vita di tutti i giorni. Ma, oltre a tecniche avveniristiche per la cottura della pasta, cos’altro possiamo fare per ridurre i nostri consumi e pagare bollette meno salate?

Oltre la cottura della pasta a fuoco spento: cosa fare per risparmiare gas e pagare meno in bolletta

Cuocere la pasta senza gas è indubbiamente un ottimo stratagemma per ridurre i nostri sprechi di energia e di gas, ma sicuramente possiamo mettere in atto altri interventi dal grande impatto. Vediamo insieme alcuni esempi con cui è possibile generare risparmi in bolletta consistenti, fino al 40%:

1. Manutenzione e pulizia dei caloriferi

Abbiamo già parlato in modo esaustivo di come provvedere alla pulizia dei termosifoni per mantenerli sempre al massimo della loro efficienza, ma su queste cose non ci si ripete mai abbastanza. Oltre alla pulizia esterna dei radiatore dalla polvere e dallo sporco accumulato nei mesi di utilizzo, raccomandiamo sempre lo spurgo delle bolle d’aria rimaste intrappolate all’interno degli elementi dei radiatori.

Questi sono solo alcuni accorgimenti che ti permetteranno di risparmiare gas e energia termica nel tempo, rendendo il tuo impianto di riscaldamento più efficiente e capace di far funzionare meglio la tua caldaia.

2. Manutenzione della caldaia regolare

Oltre a essere una prassi obbligatoria per legge, perché ne va della tua sicurezza e di chi abita la casa, la pulizia della caldaia, le prove di controllo dei fumi e la manutenzione sono indispensabili per garantire al tuo impianto di riscaldamento un funzionamento impeccabile e capace di garantirti tutto il calore e l’acqua calda di cui hai bisogno, senza sprecare prezioso gas naturale.

Inoltre il mancato controllo della caldaia può costarti dai 500 a 3000€ di multa! Per cui, ricordati sempre di mantenere la tua caldaia controllata e di aggiornare il tuo libretto caldaia ogni volta che effettui questa operazione.

3. Installare le termovalvole per il controllo della temperatura

Le valvole termostatiche, specie quelle intelligenti, sono un ottimo modo per controllare il flusso di acqua calda dai radiatori in ogni stanza, perché contengono un sensore interno che si apre e si chiude automaticamente in base alle variazioni di temperatura percepite. Ciò significa che potrete risparmiare gas ed energia riscaldando solo gli ambienti che vi servono, invece di avere il sistema costantemente in funzione in stanze dove non ci siete.

Le valvole termostatiche, inoltre, sono un requisito essenziale per accedere all’ecobonus e agli incentivi statali per risparmiare il 65% sull’acquisto di una nuova caldaia a condensazione. Lo sapevi?

4. Sostituire una vecchia caldaia non efficiente per risparmiare gas

Una caldaia a condensazione può farti risparmiare da sola fino al 30% sulla bolletta del gas. Questo perché la caldaia a condensazione utilizza molto meno gas rispetto alle caldaie a camera stagna o a camera aperta, il che significa che sono capaci di generare risparmi importanti sulla tua bolletta.

Grazie al loro sistema di recupero della condensa e dei fumi della combustione, le caldaie a condensazione riducono le emissioni di anidride carbonica e sono un alleato in questo momento delicato di razionamento dell’energia.

Cambiare la caldaia con una più efficiente aiuta a ridurre i consumi

Se la cottura della pasta a fuoco spento può aiutare nella vita di tutti i giorni a ridurre il nostro consumo di gas, certamente possiamo agire in modo più sostanziale per equipaggiare la nostra casa con soluzioni che possano garantirci un inverno caldo e sicuro. La situazione globale e nazionale è molto chiara: dobbiamo risparmiare gas per rendere il nostro stile di vita più sostenibile e affrontare la stagione fredda con tranquillità.

Con noi di Idraulico Braga puoi sostituire la tua vecchia caldaia tradizionale con una nuova caldaia a condensazione ad alta efficienza e risparmiare da subito fino al 65% tramite l’ecobonus.

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